In realtà neanche quest'anno ho potuto godere dei contenuti e della macchina organizzativa del LuBec tuttavia...mi sono attrezzata.
Ma...cos'è LuBeC?
E' un cantiere la cui sigla significa letteralmente Lucca Beni Culturali che si è svolto dal 9 al 10 ottobre. E' il luogo delle opportunità e forse delle possibili soluzioni.
Con la sua vocazione tra beni culturali, tecnologia e turismo è riconosciuto come crocevia strategico, luogo e punto d'incontro per quanti oggi credono che l'industria culturale sia l'unico, vero e grande Petrolium come ha sottolineato Marco Maggi, direttore della Fondazione Obiettivo lavoro.
"Petrolio che", ha affermato Maggi, "contrariamente agli idrocarburi, rappresentano pozzi non sottoposti ad esaurimento e che tuttavia non siamo in grado di estrarre".
Quello che è emerso è che l'Italia con la sua grande bellezza è un brand amato, riconosciuto e desiderato nel mondo. I temi maggiormente affrontati durante la prima giornata di convegni ha avuto come focus principale la valorizzazione dei Beni Culturali e la nuova normativa ad essi applicata: "Artbonus", la promozione del territorio e il turismo.
"Il 2014 è un Annus Mirabilis per i Beni Culturali: parte la Programmazione Europea; Silvia Costa è Presidente Commissione Cultura del Parlamento Europeo; una città italiana sarà Capitale Cultura 2019; Dario Franceschini ha sviluppato l'ArtBonus ed è anche l'anno del Paternariato UE per i fondi strutturali" così ha inaugurato i lavori Gaetano Scognamiglio, Presidente Promo PA Fondazione.
In modo particolare ci si è soffermati sul binomio cultura e occupazione sottolineando come la cultura sia il cantiere del fare perchè essa genera trasversalità verso comparti non propriamente culturali e produce indotto.
Tuttavia affinchè questo rapporto sia una vera leva di sviluppo è necessario stimolare la nascita di imprese. In questo quadro sono fondamentali tutti quegli elementi dedicati a sostenere la fase di start-up delle nuove realtà, supportandone il processo gestionale e produttivo in virtù di un miglior posizionamento sul mercato, anche per generare modelli di business replicabili.
A tal proposito è stato interessante l'intervento di Marco Cammelli della Fondazione del Monte di Bologna che ha parlato di un bando da loro realizzato e denominato "FAN 35" destinato agli under 35 di 1 milione di euro.
La dotazione di questo progetto passerà prossimamente da 1 milione di euro a 3 milioni.
Egli ha focalizzato l'attenzione sull'importanza di considerare sempre i desideri del pubblico quando si progetta e di come sia fondamentale per chi eroga risorse pensare che si deve finanziare l'impresa mai il progetto culturale.
A tal proposito è intervenuta un esponente di uno dei progetti vincitrici della Fondazione Monte di Bologna "La cattiva compagnia" a raccontare la sua esperienza.
Insomma per la valorizzazione dei BB.CC. l'unione Pubblico/Privato rappresenta l'elemento chiave per la crescita e lo sviluppo pur richiedendo modelli dedicati rispetto alle modalità di intervento.
La finanza infatti, non è in grado di mantenere la conservazione dei Beni Culturali è per questo diventa fondamentale coinvolgere i privati nella loro gestione che, tuttavia, sponsorizzando restauri, vogliono obbligatoriamente che si tragga da questo un profitto che ottengono solo con la pubblicità (emblematico è il caso di Bulgari a Venezia che l'ha riempita di cartelli pubblicitari ovunque).
In questo quadro la legge 106/2014 - ArtBonus rappresenta un'autentica rivoluzione perchè introduce strumenti concreti ed operativi per sostenere il patrimonio culturale e rilanciare il settore turistico. In modo particolare è stato sottolineata l'innovazione principale di questo provvedimento di legge che non riguarda la pubblicità come in passato ma incide sul credito d'imposta.
Questo elemento tuttavia secondo Giuseppe Stancanelli, ordinario di Diritto Amministrativo all'Università di Roma Tor Vergata, non introduce sostanziali cambiamenti per lo Stato perchè essendo uno sgravio fiscale incide ancora una volta su di esso e quindi produce meno introiti.
Egli infatti ha portato un esempio nuovo e diverso: quello del nuovo Museo Picasso a Parigi le cui risorse maggiori provengono dal prestito di quadri e sculture nel mondo. Questo sarebbe auspicabile anche per l'Italia i cui musei sono ricchi di materiale che spesso giacciono nei depositi la cui mole non vedrà mai la luce e mai esposta per quanto grande ma, che, attraverso questa metodologia può invece consentire non solo l'esposizione dei pezzi mai conosciuti al pubblico ma anche un apporto sostanziale in termini economici.
Inoltre quello che è emerso è che i paesi più innovativi registrano un alto tasso di partecipazione culturale attiva, in quanto la cultura agisce da piattaforma per l'innovazione.
Il patrimonio culturale, ove valorizzato, contribuisce a stimolare la creatività e si costituisce come catalizzare positivo per lo sviluppo dell'industria culturale nelle sue varie forme: dall'artigianato, alla tecnologia, al design alla filiera del made in Italy. In particolare con le nuove tecnologie grazie ai nuovi scenari della produzione e circolazione dei contenuti culturali, attraverso le piattaforme digitali.
In questo contesto emblematico il caso di Fondazione Italiana Accenture che supportando il progetto Trame di Lunigiana, ha voluto contribuire concretamente alla realizzazione di un’idea innovativa che, facendo leva sulla cooperazione tra profit e non profit, può riuscire a rilanciare l’economia e l’occupazione - in particolare giovanile - su un'area del territorio italiano”.
Il caso di Trame di Lunigiana
Tdl - Trame di Lunigiana è il progetto vincitore di Ars: Arte che realizza occupazione sociale, concorso per idee promosso da Fondazione Italiana Accenture attraverso la sua piattaforma digitale ideaTre60.
Il progetto è ora in fase di realizzazione grazie al sostegno della Fondazione Accenture e di Accenture che, con l’assegnazione del premio, hanno messo a disposizione, rispettivamente, una dotazione in denaro finalizzata alla realizzazione del progetto e il supporto alla definizione del business plan insieme all'accompagnamento allo start up.
Tdl intende valorizzare la Lunigiana e i suoi Castelli attraverso una rete di soggetti attivi in un territorio pieno di ricchezze: dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, alla Via Francigena che dal Passo della Cisa scende fino a Lucca, all’insediamento di Luni, ai tracciati storici della Seconda Guerra Mondiale e ai nuovi percorsi che esprimo le proprie bellezze nelle decine di castelli e fortificazioni che punteggiano l’area.
Sono 160 i castelli e le strutture medievali distribuite in tutto il territorio della Lunigiana, e il progetto mira, per cominciare, a metterne in rete il 10%. Il castello Malaspina di Massa, il castello Malaspina di Fosdinovo ed il castello del Piagnaro di Pontremoli saranno le tre porte di accesso al sistema di offerta turistico-culturale sulla scia di altre consolidate esperienze internazionali come quella della Loira e della Baviera. Oltre ai castelli, Trame di Lunigiana punta al coinvolgimento di musei, complessi monumentali, centri di produzione culturale, strutture, operatori della ricettività e istituzioni presenti sul territorio per dar vita a un circuito virtuoso che cresca insieme all’offerta turistica, a partire dalle strutture già accessibili, sicure e aperte al pubblico.
La Lunigiana non presenta alti flussi turistici se paragonata ad altre località ed aree della Toscana: nel 2013 gli arrivi totali sono stati circa 247mila (186mila italiani, 61mila stranieri) concentrati principalmente sulla costa (88%). Mettere a sistema le risorse turistico-culturali della Lunigiana attraverso la creazione di una nuova realtà non profit - di recente costituzione in forma di associazione - permetterà di incrementare l’offerta ricettiva, le proposte turistiche esperienziali e di conseguenza il flusso turistico. In particolare, tra gli obiettivi più tangibili di Trame di Lunigiana c’è la realizzazione di un’infrastruttura tecnologica digitale e di una banca dati centralizzata per mettere in rete l’offerta dei principali attori del comparto turistico. Rimane centrale, dunque, una forte componente tecnologica e innovativa, che mira ad arricchire l’esperienza di visita attraverso contenuti multimediali: video, audioguide, produzioni audio e radiofoniche, con l’obiettivo finale di riqualificare l’esperienza di visita dei castelli. Tdl nasce dalla collaborazione di otto partner tra imprese private, istituzioni e associazioni culturali, con diverse e pluriennali esperienze nella valorizzazione e promozione del patrimonio turistico e culturale, tangibile e intangibile, del nostro Paese: Promo Pa Fondazione, Istituto di Valorizzazione dei Castelli, Associazione Lo Spino Bianco, Geographike, Noovle, Sebastiano Peluso, Florencetown e Radio Papesse. Maggiori informazioni potrete trovarli sul sito istituzionale del progetto: www.tramedilunigiana.it
Tra i temi della LuBeC è stato poi affrontato You Chat, I Touch e se ne è parlato con Antonio Scuderi, Amministratore Delegato di ARt Glass il quale ha affermato "di aver voluto lanciare la prima sperimentazione italiana in un museo di altissimo livello come quello di San Gimignano e con contenuti molto sfidanti. Il risultato è stato molto buono, i visitatori hanno dato suggerimenti e oggi gli ARtGlass sono in noleggio al pubblico. La vera sfida adesso è creare narrazioni ed esperienze sempre più appassionanti e generare valore economico e promozione per i siti culturali".
E' fondamentale infatti che dietro l'uso di grandi tecnologie ci sia sempre un importante e valido racconto come ho avuto modo di riflettere anche dopo aver assistito all'uso di potenti scanner digitali nella Sala Incontro a Bernalda; ma questa è un'altra storia.
Non meno importante è stato il momento d'incontro con il Consiglio d'Europa durante il quale si è parlato della Convezione di Faro, eredità culturale come fondamento di una società pluralista e democratica.
All'interno di "Lu.Be.C 2014" Nella seconda giornata, venerdì 10 ottobre, si è invece svolto un incontro dedicato ai servizi a camminatori, pellegrini e turisti della Via Francigena e alle opportunità di fare impresa attraverso l'organizzazione di servizi reali e virtuali e la creazione di prodotti collegati all'antico tracciato. Rappresentanti di piccole e medie imprese si sono confrontate con i bisogni del viaggiatore del XXI secolo con lo scopo di offrire un piacevole itinerario tra cultura e gusto.
Insomma da questo riassunto sicuramente inappropriato perchè non rende l'importanza di tutti i racconti e i temi svolti alla LuBec e ai quali ho assistito attraverso collegamenti streaming e materiale recuperato via internet vi posso assicurare che la LuBec è un importante contenitore a cui guardare con interesse e partecipazione.
Da casa può non aver dato certamente quelle emozioni che si possono percepire dal vivo ma è stato ugualmente arricchente e formante grazie agli ottimi contenuti e spunti proposti.

Nessun commento:
Posta un commento